La processione del Cristo Morto è una ricorrenza, comune a quasi i tutti paesi dell’Umbria, che rappresenta il momento culminante delle iniziative religiose della Settimana Santa.
Fede, devozione, dogma e folclore si fondono a Norcia in occasione della suggestiva ed austera processione del Venerdì Santo, una tradizione che affonda le radici nel passato; un dramma religioso che la cittadinanza vive ogni anno con grande partecipazione ed intensità emotiva.
A Norcia, questa "Sacra Rappresentazione" è una delle più solenni e austere di tutta la Valnerina e ogni anno richiama migliaia di turisti; forte è la suggestione che scaturisce in chi assiste, credente e non.
Il terremoto del 1979 segnò la fine dello svolgimento della secolare processione del Venerdì Santo che, nel tempo, era andata sempre più deteriorandosi, perdendo ogni identità. Questa è stata ripresa e rivitalizzata, realizzandola così come è attualmente, nel 1981.
Purtroppo gli ultimi eventi sismici che, nei secoli, hanno più volte devastato il territorio, hanno pregiudicato la prosecuzione di questa tradizione.
Il terremoto del 30 ottobre 2016 non ha però, questa volta, fermato la celebrazione dei riti pasquali 2017 e a Norcia,
grazie ad una gara di solidarietà da tutta Italia.
Tutti i costumi, così come i tamburi, i lampioni, le uniformi romane, miracolosamente salvi anche se imprigionati in siti crollati o molto pericolosi, sono stati recuperati e la manifestazione si è svolta ugualmente, anche se in una edizione ridotta e di emergenza, sempre lungo lo stesso percorso attorno alle mura antiche.
"Norcia non si arrende, anche nelle sue espressioni collettive di fede e di tradizione, e le continuerà con fervore rinnovato, ricostruendole con pazienza e amore", secondo le parole di Francesco Ferrari, del "Comitato della processione del Cristo Morto".
Nel 2017 inoltre, hanno partecipato, in qualità di portatori delle due statue di Cristo Morto e della Addolorata, i Carabinieri e i Vigili del fuoco che le hanno salvate dalla chiesa di S. Maria degli Angeli, nel rione di "Capolaterra", culla della Processione.
- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, sulla base di informazioni tratte dal web.
- Foto tratte dal web.
Tutti i costumi, così come i tamburi, i lampioni, le uniformi romane, miracolosamente salvi anche se imprigionati in siti crollati o molto pericolosi, sono stati recuperati e la manifestazione si è svolta ugualmente, anche se in una edizione ridotta e di emergenza, sempre lungo lo stesso percorso attorno alle mura antiche.
"Norcia non si arrende, anche nelle sue espressioni collettive di fede e di tradizione, e le continuerà con fervore rinnovato, ricostruendole con pazienza e amore", secondo le parole di Francesco Ferrari, del "Comitato della processione del Cristo Morto".
Nel 2017 inoltre, hanno partecipato, in qualità di portatori delle due statue di Cristo Morto e della Addolorata, i Carabinieri e i Vigili del fuoco che le hanno salvate dalla chiesa di S. Maria degli Angeli, nel rione di "Capolaterra", culla della Processione.
- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, sulla base di informazioni tratte dal web.
- Foto tratte dal web.